LA MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA

La manipolazione psicologica è una grave forma di abuso psicologico ed emotivo.

Una persona “manipolatrice” (che può essere uomo o donna) è solitamente una persona rigida, con comportamenti aggressivi o aggressivo- passivi, che ha la tendenza ad imporre la propria visione del mondo. In generale esistono molte classi di persone manipolatrici: sociopatiche, narcisiste, bugiarde e i cosiddetti vampiri emotivi.

Il manipolatore ha un estremo bisogno di mantenere alta l’autostima ed è disposto a raggiungere i suoi obiettivi a qualunque prezzo.

La vittima è inconsapevole, non sa di essere manipolata, per questo motivo solitamente è difficile liberarsi dalla manipolazione.

Chiunque può esserne vittima, essa infatti non ha nulla a che vedere con le qualità intellettive e con la cultura della vittima ma agisce ad un livello emotivo profondo, facendo leva su quelle che sono le sue paure: la paura dell’abbandono, di non essere amato/a, paura del rifiuto, del giudizio, etc.

È un fenomeno molto diffuso nella società di oggi, anche se sottovalutato, e si può manifestare in tutte le relazioni, principalmente in quelle in cui c’è un coinvolgimento affettivo/emotivo con il manipolatore: nelle relazioni sentimentali, familiari, nei rapporti di lavoro, nelle amicizie.

Il manipolato ha un forte bisogno di approvazione che lo rende vulnerabile. È una persona che non ha molta fiducia in sé e si adegua sempre alle richieste esterne non rispettando i propri bisogni.

Il manipolatore riesce a far fare ciò che vuole alla propria vittima, che è totalmente sottomessa al suo volere.

Le attività preferite del manipolatore sono: criticare, sminuire, fare sentire in colpa la vittima che, come abbiamo già detto, anche se non si accorge di essere manipolata può provare sentimenti di rabbia, ansia, un senso di disagio crescente generalizzato, disturbi psicosomatici, senza però riuscire ad identificare la vera causa del suo malessere.

Il manipolatore è una persona ambigua, che attribuisce sempre agli altri tutte le colpe, dice e fa delle cose che poi nega di aver fatto/detto.

Crea confusione nella mente vittima che arriva a dubitare della sua visione della realtà, cominciando ad avere sempre meno fiducia in sé stessa, mettendo in discussione tutto ciò che pensa o che prova.

I problemi del manipolatore sono sempre i più importanti e se la vittima prova ad esternare i suoi pensieri o le sue esigenze, verrà prontamente accusata di essere egoista.

Il manipolatore conosce bene i punti deboli della vittima e li usa per ricattarla emotivamente; quest’ultima si sentirà sempre preoccupata e responsabile per gli stati d’animo del manipolatore e avrà sempre la tendenza a giustificarlo.

Se la vittima si comporta in un modo a lui non gradito, per punirla  potranno comparire litigi, offese, critiche, ricatti emotivi o lunghi silenzi; si alterneranno momenti di silenzio (punitivo) in cui tiene il broncio, ad altri in cui griderà e tormenterà la vittima ed altri ancora in cui piangerà, per poi ricominciare a criticare e svalutare senza pietà.

La vittima, non essendo in grado di reggere gli attacchi di rabbia, i comportamenti intimidatori,  vessatori, dominanti e vittimistici del manipolatore comincerà pian piano a smettere di difendere le sue ragioni, sarà sempre più disposta a fare qualsiasi cosa pur di evitare ogni tipo di discussione fonte di conflitto e sofferenza, assoggettandosi completamente al manipolatore.

I sintomi di questa fase sono:

-depressione;

-sensazione di essere sbagliata/o;

-perdita di interesse e apatia;

-perdita di piacere;

-forte ansia e attacchi di panico;

-sintomi legati allo stress (tachicardia, tremore, tensione muscolare, emicrania, etc..);

disturbi -psicosomatici (febbre, gastrite, dermatite, eczema, etc..);

-stanchezza fisica;

-pianto (apparentemente) immotivato;

-sensazione di angoscia e smarrimento;

-sensazione di paura;

-giustificazione di tutti i comportamenti adottati dal manipolatore.

Lascia un commento