Il telefono vibra. È un suo messaggio. Prima ancora di leggerlo senti lo stomaco chiudersi, perché sai già come andrà: una critica, una richiesta all’ultimo minuto, un’accusa travestita da preoccupazione per i figli. E tu sei lì, a chiederti se rispondere, cosa dire, come evitare che tutto si trasformi nell’ennesima discussione.
Se questa scena ti è familiare, non sei solo e non sei sola. Molti genitori che si sono separati da un partner narcisista scoprono che la separazione non ha chiuso il conflitto: lo ha solo spostato. E il terreno su cui adesso si combatte sono proprio i figli.
In questo articolo ti propongo cinque primi passi per proteggere i tuoi figli, e anche te, quando l’altro genitore sembra non voler mai abbassare le armi.
Perché con un co-genitore narcisista il conflitto non si spegne
In una separazione difficile ma “alla pari”, dopo un periodo di tensione le cose tendono ad assestarsi. Si litiga su questioni concrete, come orari, spese, scuola, e una volta trovato un accordo la tensione scende.
Con un co-genitore narcisista spesso succede il contrario. La questione del momento è quasi sempre un pretesto: il vero centro è non perdere il controllo su di te. Risolta una richiesta, ne arriva subito un’altra. Ogni tua reazione diventa una conferma del suo potere, e a volte anche un’arma da usare contro di te, per mostrare agli altri che sei tu la persona “difficile”.
Capire questo meccanismo è già una forma di protezione. Perché ti permette di smettere di chiederti cosa sbagli tu, e di iniziare a scegliere come rispondere.
1. Non cadere nella trappola della reazione
Ogni provocazione è un invito allo scontro, anche quando passa dai figli. Un messaggio sarcastico, una critica sul tuo modo di essere genitore, un ritardo calcolato: tutto sembra fatto apposta per farti perdere la calma. E spesso lo è.
Se scendi su quel piano, succedono due cose. La prima è che il conflitto si alimenta. La seconda è che perdi di vista l’unica cosa che conta davvero: i bisogni reali dei tuoi figli. Non devi rispondere a tutto: puoi rispondere ai fatti e lasciar cadere il resto.
2. Usa un tono neutro
Messaggi brevi, chiari, educati. Solo i fatti: date, orari, informazioni necessarie. Niente giustificazioni lunghe, niente ironia, niente sfoghi.
Usare un tono neutro non significa subire o darla vinta all’altro. Significa non offrirgli la reazione emotiva che sta cercando. Chi provoca ha bisogno della tua rabbia per raccontare di essere lui, o lei, la vittima. Un messaggio calmo toglie benzina al fuoco e protegge anche te: ciò che scrivi resta, e un tono rispettoso parla di te molto più di qualsiasi spiegazione.
3. Prima di rispondere, fatti una domanda
C’è una domanda semplice che può cambiare il modo in cui gestisci ogni comunicazione: “Questa risposta serve ai miei figli, o serve allo scontro?”
Se serve ai figli, rispondi in modo chiaro e concreto. Se serve solo allo scontro, puoi scegliere di non rispondere, o di farlo più tardi, a mente fredda. Prendersi del tempo non è debolezza. È il modo per decidere tu, invece di lasciare che sia la provocazione a decidere per te.
4. Mostra chi sei, non chi è l’altro
Quando ti senti ferito o ferita, viene spontaneo voler dimostrare a tutti chi è davvero l’altro genitore. Raccontare, elencare, spiegare. È comprensibile, ma raramente aiuta.
La scuola, il pediatra, i servizi e chiunque si trovi a osservare la vostra situazione guardano soprattutto una cosa: come ti prendi cura dei tuoi figli. La tua presenza, la tua coerenza, la tua capacità di ascoltarli parlano più di qualsiasi elenco dei suoi difetti. Metti le tue energie lì: è lì che si vede la differenza.
5. Proteggi anche te
È il passo che molti genitori dimenticano, perché sono abituati a mettere sempre i figli al primo posto. Ma un genitore svuotato non può fare da scudo a nessuno.
Il tuo riposo, le persone di cui ti fidi, uno spazio in cui poter dire come stai davvero: non sono un lusso. Sono parte della protezione dei tuoi figli. Perché i bambini non hanno bisogno di un genitore perfetto. Hanno bisogno di un genitore che resti in piedi.
Cosa vivono i figli
I figli spesso non hanno le parole per spiegare quello che sentono, ma percepiscono il clima. Si accorgono della tensione prima di un passaggio da una casa all’altra, sentono quando vengono usati per portare messaggi, a volte si sentono in colpa per un conflitto che non hanno scelto.
Per questo la tua calma conta così tanto. Non puoi controllare cosa succede dall’altra parte, ma puoi essere il posto in cui tornano a respirare: un genitore che non chiede di scegliere, che non parla male dell’altro davanti a loro, che li ascolta senza caricarli di pesi da adulti. È questo che, nel tempo, li fa sentire al sicuro.
Non devi vincere: devi restare il loro porto sicuro
Gestire la co-genitorialità con un narcisista è faticoso, e nessuno lo impara da un giorno all’altro. Ci saranno giorni in cui reagirai, in cui ti sentirai sopraffatto o sopraffatta, in cui ti sembrerà di tornare al punto di partenza. È normale.
Ma si può imparare, un passo alla volta. E ogni volta che scegli di non entrare nello scontro, stai già proteggendo i tuoi figli. Non devi vincere contro di lui o di lei. Devi restare il loro porto sicuro.
Non devi affrontarlo da solo o da sola
Per accompagnare i genitori in questo percorso ho ideato il Metodo Genitore Incrollabile™, rivolto a chi si sta separando, o si è già separato, da un partner narcisista e deve continuare a crescere i figli con lui o con lei. Insieme lavoriamo per disinnescare il conflitto, proteggere i figli e ritrovare la tua serenità.
Il percorso si può svolgere individualmente, online da tutta Italia o in studio a Palermo.
Se senti che è arrivato il momento di lavorarci, scrivimi: ti rispondo io personalmente.
Dott.ssa Marzia Fanale – Psicologa e psicoterapeuta
Se c’è un pericolo per la tua sicurezza o quella dei tuoi figli, puoi chiamare il 1522, numero gratuito antiviolenza attivo 24 ore su 24, o il 112 in caso di emergenza.

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